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27-12-2018         [Vedi articolo sul web]
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LUIGI MAIELLO

I terrapiattisti sono degli idioti? Noi non siamo poi tanto più svegli

 

Alcune settimane fa, un inviato di Le Iene ha realizzato un servizio su un gruppo di “illuminati” che sosteneva di volerci rivelare alcune scomode verità, che i poteri occulti super sovrani ci avrebbero tenuto nascoste per anni. La terra sarebbe infatti piatta, i dinosauri solo un colossale fake, il Vaticano una costruzione dei giganti, ecc. Si tratta evidentemente di farneticazioni prive di qualsiasi fondamento (logico ancor prima che scientifico) impreziosite da argomentazioni di rara stupidità. Il servizio, realizzato ad arte per ridicolizzare gli intervistati, è diventato immediatamente virale per la sua comicità. Ammetto di aver riso parecchio, la prima volta. Tuttavia, dato che risus abundat in ore stultorum, nel ripensarci, mi è sorto più di un dubbio.

Derubricare questi eventi a “oasi di idiozia isolata”, non rischia di esimerci dal porci qualche legittima domanda sull’origine, le ragioni e la diffusione di questi atteggiamenti, ancor oggi? Sarà poi così vero che la stupidità e l’ignoranza di queste persone è qualitativamente tanto diversa da quella che affligge gran parte dell’umanità? Alcune riflessioni:

1. Nell’era del sapere virtualmente accessibile a tutti, assistiamo sempre più a fenomeni di regressione socio-culturale spaventosi. L’Ocse certifica che nel nostro Paese, l’analfabetismo funzionale è una piaga che affligge il 47% della popolazione. Un italiano su due non riesce, infatti, a comprendere un testo semplice né a interagire con strumenti digitali, rimandando ogni ragionamento solo alla propria esperienza diretta. Sei italiani su dieci non leggono. Non illudiamoci; pur nella loro folle assurdità, testimonianze di ignoranza e stupidità coatta come quelle documentate da Le Iene non rappresentano che la punta di un iceberg piuttosto grosso, pronto a schiantarsi sulle nostre democrazie.

2. A una società sempre più incolta e rozza sta corrispondendo una realtà progressivamente più complessa e indecifrabile, che scodella sul piatto problemi e scenari difficilmente decodificabili anche da persone ben istruite. Pensiamo ad esempio a temi come gli Ogm, la fecondazione eterologa, l’energia nucleare, la realtà quantistica della fisica; questioni che nessuno di noi è in grado di comprendere, nemmeno in termini divulgativi, in quanto il sapere moderno e vero (quello cioè provabile e sperimentabile) non fa più appello alle capacità intuitive del pensiero umano, ma a quelle che potremmo definire “analitiche” di cui si entra in possesso solo dopo lunghi anni di studio. Idee come quella che il tempo non esista mettono, infatti, a disagio anche menti abbastanza allenate, figuriamoci quale potrebbe essere la reazione di persone che credono che sotto il Gobi ci siano gli antenati dei nazisti. Non deve sorprenderci che di fronte a fenomeni complessi, la reazione di queste persone sia la stessa del selvaggio che, vedendo un fulmine, inventa storie mitiche. Se qualcuno pensa che stia esagerando, mi permetto di ricordare che in Italia, negli anni 50, Ernesto De Martino documentava come in alcune regioni del Centro-Sud, le persone, poste davanti a uno specchio, avevano le convulsioni

3. L’aspetto del cospirazionismo occulto poi, non è certo una novità quando la gente non si sente né libera, né felice. Bombardati da un’informazione ufficiale che propone una quotidianità sempre più oscura, in cui entità transnazionali (fisiche o astratte) decidono della vita di milioni di persone, ecco che l’idea di eminenze occulte inizia a sedurre le menti più deboli, con tutto il suo portato auto-assolutorio. Il mercato, le banche, lo spread, l’economia globale ed è un attimo che anche la Nasa diventi un’entità maligna o che gli scienziati nascondano l’effetto Pac-Man. Non si capisce poi quale sarebbe la convenienza di simili inganni, ma tant’è.

4. Sorvoliamo infine sulla qualità dei ragionamenti addotti da queste persone. L’uomo non discenderebbe dalla scimmia perché altrimenti non ci sarebbero più le scimmie; l’uomo non verrebbe dall’acqua perché i pesci non hanno le gambe e così via. Se c’è una cosa che è chiara a chi legge almeno la rivista Mind, è che la scienza moderna è fondamentalmente contro-intuitiva, quindi basarsi su osservazioni personali per confutare questioni complesse è da ricovero. Cadrebbe a fagiolo il capolavoro di Claude Lévi-Strauss, Il pensiero selvaggio

5. Ma vengo al punto cruciale. Immaginiamo che un uomo del futuro, più intelligente di noi, ci osservi. Constaterebbe che la qualità del nostro ragionare, non è poi così dissimile da quello degli intervistati del servizio di Le Iene. Cosa penserebbe di noi, vedendoci intenti a credere che una crema possa ringiovanirci? E quando giocando a qualche slot machine ci vedesse auto-ingannarci che alla fine vinceremo? Ci vedrebbe indossare un pantalone fatto in serie (be original diceva lo spot) persuasi che un prodotto di massa possa renderci originali. Non siamo forse dei dementi anche noi? La gente che si riunisce per fare tavole rotonde sul calcio, è davvero migliore di quegli invasati? Guardiamo solo per un attimo, con distacco, alle centinaia di persone che urlano all’apertura della borsa, a quelli che comprano case nell’aldilà pagando con soldi veri, a chi avvelena la propria terra seppellendovi rifiuti tossici che lo uccideranno, a chi si malmena per pagare mille euro un telefono. Osserviamo bene quei genitori che gridano ai loro bambini di non urlare, urlando. Osserviamoli mentre portano a defecare il cane nello stesso parco in cui porteranno i propri figli a giocare. Guardiamo le nostre case, costruite in luoghi assurdi dove nessun uomo saggio pianterebbe una tenda.

Per le persone del servizio, la terra è piatta e circondata da giganti (variante per altro dell’idea medievale con i leoni) e quindi noi, oggi, li deridiamo. Ma cosa accadrebbe se, con la stessa razionalità, guardassimo alle storie raccontate da molte religioni? Il fatto che a credervi siano in tanti, non rende certo più credibili queste narrazioni fantastiche. Probabilmente, l’uomo del futuro vedrebbe un mondo ricoperto di rifiuti, governato da un wrestler con due neuroni antagonisti, popolato da una massa di consumatori cerebrolesi che passa tutta la giornata a nutrirsi di cibo spazzatura davanti a un video porno. È l’idea del film Idiocracy, produzione povera ma intelligente, passata inevitabilmente inosservata.

Bertrand Russell sosteneva che gli uomini piuttosto che pensare si lascerebbero morire. Scopriremo presto se anche su questo ci aveva azzeccato. L’unica possibilità è forse quella di ricominciare veramente dalle scuole. Altro che inglese, impresa e informatica, tutte cose utili ma che, come dice giustamente Umberto Galimberti, essendo non “cultura” ma istruzione, si possono imparare con qualche ora di corso. Altra cosa è formare l’uomo. Occorre ripartire dalle fondamenta: libri, filosofia, elaborazione del pensiero critico, matematiche, logica. Tutto il resto, è accessorio.


 


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