VISUALIZZA NOTIZIA RUBRICA
BUONO A SAPERSI

[CHIUDI E TORNA INDIETRO]                          [STAMPA]
05-06-2019         [Vedi articolo sul web]
immagine giornale

CARMINE FOTINA

Tlc, i consumatori all’attacco: stop alle modifiche con «tacito assenso»

 

I consumatori vanno all’attacco del «tacito assenso» nel mercato delle telecomunicazioni. Niente più cambi unilaterali delle condizioni contrattuali poco chiare o non trasparenti, in alcuni casi al limite dell’ingannevole: questa la richiesta. Una battaglia storica che stavolta, però, potrebbe avere l’appoggio del ministero dello Sviluppo economico.

Nella seduta mensile che si è svolta oggi, il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu), organo consultivo istituito presso il Mise e composto dalle associazioni dei consumatori, ha approvato una proposta di modifica legislativa del Codice delle comunicazioni elettroniche inviata sia agli uffici competenti del ministero sia all’Authority per le comunicazioni. A firmare la proposta il presidente del Cncu, cioè il viceministro dello Sviluppo economico Dario Galli (Lega).

Attualmente le compagnie di telecomunicazioni, sulla base del Codice delle comunicazioni che ha recepito alcune direttive europee, possono beneficiare del cosiddetto “ius variandi”, ovvero il dritto di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali a patto di comunicarle con preavviso non inferiore a 30 giorni. L’Autorità per le comunicazioni con una successiva delibera del 2015 ha elaborato un apposito regolamento.

Secondo il Cncu, però, «la genericità della norma primaria non dettagliata in sede di recepimento della direttiva consente modifiche contrattuali “ad nutum” (in pratica discrezionalmente, ndr) degli operatori, con le sole garanzie del previo adeguato preavviso non inferiore a 30 giorni e del diritto di recesso senza spese dell’utente». Il Cncu parla di «grave vulnus per i consumatori italiani esposti a continue violazioni ed abusi che ne comportano spesso l’adesione a condizioni economiche non trasparenti secondo un meccanismo ormai noto come “tacito assenso”». Nel documento si citano una ventina di casi che hanno visto coinvolti diversi operatori di tlc e che hanno richiesto l’intervento dell’Authority per le comunicazioni e dell’Antitrust: dai servizi telefonici di base alle sim con servizi di navigazione internet preimpostati e ai servizi a sovrapprezzo come giochi e video accessibili mediante banner o pop-up.

Insomma, il Cncu chiede una riformulazione sia della delibera Agcom del 2015 sia della normativa di riferimento, sfruttando anche la finestra di opportunità che si è aperta con la fase di recepimento del nuovo Codice delle comunicazioni europeo. Proprio il nuovo Codice Ue, agli articoli 102 e 105, sembra andare nella direzione indicata dai consumatori.

La proposta del Cncu è di specificare che le variazioni unilaterali delle condizioni contrattuali da parte delle imprese possono avvenire solo se previste nel contratto e quando sussista un giustificato motivo preventivamente indicato nel contratto stesso. Inoltre le modifiche, se sfavorevoli al cliente, dovrebbero essere comunicate in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente. Il tutto sempre con preavviso non inferiore a trenta giorni. Ma, soprattutto, si specifica che la comunicazione deve e contenere le informazioni «chiare e comprensibili» circa l’esercizio del diritto di recesso. Il diritto di risolvere il contratto potrebbe essere esercitato sempre entro un mese dalla notifica.

Non solo. Si punta ad aggiungere un ulteriore comma in base al quale le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni previste sarebbero inefficaci. E il cliente, nel caso in cui ritenga che non siano state rispettate le regole in materia di modifica unilaterale, potrebbe presentare reclamo all’operatore (anche dopo la data di entrata in vigore della variazione).

Il Cncu entra dunque a gamba tesa sul tema delle tlc. Iniziativa che conferma il rinnovato attivismo del Consiglio che vede Galli presidente e Mario Fiorentino, dg Mercato, concorrenza, consumatori (e dg ad interim per la Politica industriale) nel ruolo di presidente delegato . Anche la struttura è stata potenziata, con la nomina di un nuovo responsabile delle relazioni con la stampa: Fiorella Corrado, che dal 2006 ha lavorato nell’ufficio stampa del ministero dello Sviluppo ricoprendo inoltre nel 2011 il ruolo di portavoce e capo ufficio stampa per il Commercio con l’estero.


 


[CHIUDI E TORNA INDIETRO]          [STAMPA]