Hangzhou, 21 maggio 2018 - Un'altra storia 'orwelliana' arriva dalla Cina, dove una scuola superiore sta utilizzando un software per il riconoscimento facciale per leggere i volti degli studenti e valutarne comportamento, stati d'animo e livello di attenzione. Secondo quanto riportato dal 'Global Times', il "sistema intelligente per la gestione dei comportamenti in classe" della scuola "numero 11" di Hangzhou, inquadra e scansiona il viso degli alunni ogni 30 secondi ed è in grado di analizzare e registrare, per ogni studente, sei tipi di azioni: leggere, scrivere, alzare la mano, alzarsi in piedi, ascoltare l'insegnante e appoggiarsi sulla scrivania.

Sensori nei caschi. Leggono la mente dei lavoratori

Il software è anche in grado di scorgere e archiviare nel suo registro le espressioni facciali degli alunni, cogliendo segnali che indicano stati d'animo come felicità, rabbia, agitazione, paura o disgusto. Se uno studente si comporta male o appare distratto, il sistema avvisa automaticamente l'insegnante.Tutte le informazioni raccolte ed elaborate, con tanto di emoticon che indicano qual è l'umore prevalente in classe, vengono poi inviate agli insegnanti, che così sarebbero in grado di sorvegliare meglio comportamenti e rendimento degli studenti. 

Secondo i dirigenti scolastici, la privacy non sembra essere una preoccupazione ne per gli studenti ne per i genitori. Il vicepreside Zhang Guanchao ha spiegato che il programma raccoglie e studia solo i dati, senza salvare le immagini. Inoltre dalla scuola fanno sapere che per limitare il rischio di hacking, le informazioni vengono custodite in un server locale anziché in cloud. Il vicepreside della 'numero 11' di Hangzhou ha ricordato che la scuola utilizza già il riconoscimento facciale nella mensa, come metodo per acquistare articoli nel negozio della scuola e prendere in prestito i libri in biblioteca.

Secondo i responsabili il sistema non ambisce a sorvegliare il singolo studente ma punta a gestire il comportamento della classe nel suo insieme, inoltre a beneficiare del riconoscimento sarebbero proprio gli studenti: grazie al sistema, infatti, i professori sprecherebbero meno tempo per fare l'appello e potrebbero modificare lo stile di insegnamento in base ai consigli dell'intelligenza artificiale.